OSSERVANDO

Pubblicato: 21 luglio 2014 in Pura Follia
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Oggi ero alla Posta per un paio di commissioni domestiche.
Tra il cliente servito al momento del mio ingresso e il mio turno c’erano una trentina di numeri, quindi ho avuto tempo di assistere a una scena. 
Una famigliola in stile mulino bianco, con papà sportivo e belloccio, mamma strategicamente acqua e sapone e bimbo biondissimo uscito da uno spot, ha fatto il suo trionfale  ingresso nell’ufficio postale.
Il marmocchio ha iniziato a correre su e giù, tocchicchiare oggetti, urlare,  prendere libri, accendere giocattoli,tutto quello che fosse a portata dei suoi tentacoli è rientrato nelle sue mire.
Babbosportivo, nel frattempo, tentava di arginare la valanga bimbesca, con dei timidi “No!” e rincorrendolo senza nemmeno troppa convinzione, mentre Mammasonotroppostancaperpensarci stava a braccia conserte fissando il pannello numerato che scandiva il turno dei clienti.

Come in ogni favola che si rispetti, però c’è anche una fatina buona, ed il suo arrivo non è tardato.
Con passo fiero hanno varcato la soglia delle poste una ragazza in polo fucsia e jeans con la sua compagna di avventure, uno splendido esemplare di golden retriever.
La fata rosa si è accinta a prendere il suo bigliettino e si è messa placidamente in attesa vicino al banco della cartoleria, mentre la sua fida assistente si è sdraiata ai suoi piedi senza fiatare.
La loro attenzione dopo poco è caduta sul tornado biondo che stava seminando il terrore tra i libri sonori sullo scaffale e, nonostante un vano tentativo di ignorare la scena,  non hanno potuto fare a meno di intervenire.
La bionda fatina si è avvicinata a Biondobimbo e senza smettere di sorridere gli ha chiesto come si chiamava, nonostante una risposta data urlando, l’eroina non si è persa d’animo e ha proposto di fare un gioco al piccolo terremoto: portare a spasso per l’ufficio postale la golden retriever.
La magia si  è compiuta, Biondobimbo (i cui capelli si sono scuriti di un paio di toni, segno dell’incantesimo) ha cominciato a passeggiare ordinatamente con la cagnolona, più alta di lui di un paio di spanne, sotto l’occhio ammirato di tutti i clienti (che nel frattempo hanno rischiato di perdere il turno, io di sicuro), dopodichè le si è seduto accanto accarezzandola senza più rialzarsi finché Mammacquaessapone avesse finito con l’impiegata.

Vedendoli poi uscire, col bimbo che salutava con la manina in collo Babbosportivo, ho formulato la mia riflessione:
E’ proprio vero, solo in pochi ci sanno fare con le bestie (E mi riferisco chiaramente al golden retriever eh!)

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