IL SOGNO PIU’ BELLO DEGLI ULTIMI TEMPI

Pubblicato: 6 novembre 2013 in Pura Follia
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Io, a 6 anni, sul terrazzo di casa di mio zio

Stanotte ho sognato una delle persone più importanti della mia vita.
Lo zio di mia mamma era un sacerdote di campagna, un prete un po’ bizzarro, di quelli cresciuti a pane e lavoro nell’orto, ma soprattutto era un poeta e scrittore, oltre a una delle persone più intelligenti e colte che abbia mai conosciuto.
E’ scomparso parecchi anni fa, ero poco più che un bambino.
Stanotte l’ho rivisto.
Ero insieme Andrea, mio fratello, guidavo io. Ci siamo fermati di fronte alla canonica, dove passavamo quasi tutte le estati e che mi manca da morire.
Abbiamo parcheggiato e ho notato che all’ingresso c’era una tavolata di gente che mangiava.
Ero consapevole che insieme a quelle persone lui non ci fosse, ma mio fratello, senza fare una piega, ha chiesto:”C’è Don Tognetti?” (chissà perché per cognome…)
Ho visto scostarsi una delle sedie e una figura alta e matura si alza. L’ho riconosciuto subito, anche se non aveva i segni degli interventi che aveva subito per tamponare il cancro che l’aveva colpito quando io era molto piccolo.
Si è avvicinato e dopo qualche secondo ha fatto un bel sorriso e ci ha abbracciati.
Io sono crollato in un pianto liberatorio, di quelli che non riesci a fermare, ma allo stesso tempo ridevo, ho la sensazione ben chiara in mente e non riesco a non sorridere mentre ci penso, invece Andrea, in un impeto orgoglioso e infantile gli ha mostrato la patente, come se ci fosse da recuperare tutto il passaggio tra la nostra adolescenza e l’età adulta, quindi nostro zio gli ha domandato:”L’hai già sfasciata la macchina?” Ora io lo so che mio fratello ha distrutto la macchina l’anno scorso (e non per colpa sua, precisiamo), e che questa immagine l’ho creata io, però non riesco a non pensare che ci fosse un briciolo della sagacia di quell’uomo.
Alla fine del sogno ho notato che la casa era affollata di gente, anche strana a dire il vero: figure bellissime. pallide e ricciolute e uomini che sembravano usciti da romanzi di fine ‘800, tutti sembravano parecchio indaffarati (chi entrava e usciva dalle stanze, chi cucinava) e tutta la casa era restaurata e riempita di opere d’arte, forse ho visto un pezzetto del suo paradiso.

commenti
  1. giulio scrive:

    ben tornato

      • giulio scrive:

        Non ci conosciamo (almeno di persona) e non ricordo nemmeno più come sono venuto in contatto col tuo blog. Ma. mi è subito piaciuto il tuo modo di raccontare e raccontarti e ti ho seguito con una certa “curiosità”. Ci si avvicina agli altri sempre per una certa “curiosità” pensando di posarci gli occhi e distrattamente andare alla pagina seguente. Fortunatamente, a volte, gli altri, ti rimbalzano addosso come uno specchio che pare non aver osservato alto che te. Per cui sappi che il tuo piacere di scrivere è anche il mio piacere di leggerti. A bientôt, mon ami

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