(Real)Time to watch TV

Pubblicato: 9 febbraio 2012 in Pura Follia
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In principio era la TV analogica con una decina di emittenti nazionali e una serie infinita di piccole televisioni regionali, poi il digitale fu e nella mia vita è entrato un canale che non avrei immaginato mai: REAL TIME, un emittente, presente anche sul satellite, che trasmette 24 ore su 24 reality show, kitchen show, rubriche e tutorial vari.

Tra i vari polpettoni presentati (e spesso RIpresentati ciclicamente) ci sono alcuni protagonisti che mi hanno colpito particolarmente, per questo o quel motivo.

GORDON RAMSAY è sicuramente il più famoso.
Si tratta di un cuoco britannico (cucina + Gran Bretagn, mai avrei pensato di mettere insieme due cose tanto lontane tra loro) biondo e grinzoso, alto un metro e un euro sdraiato e a quanto pare detentore di diversi riconoscimenti culinari che, quando non è impegnato ad insultare i malcapitati partecipanti del Reality Culinario “Hell’s Kitchen”, viene chiamato dai titolari di ristoranti disastrati, sudici, sfigatelli e sull’orlo del fallimento tra gli USA e la Gran Bretagna e per tentare di salvarli dalla chiusura in una settimana (praticamente Dio).
Il bello è che nel giro di un quarto d’ora molti degli sciagurati ristoratori si rifiutano di ascoltare le dritte dello psicocuoco e le puntate sono spesso costellate da insulti, moccoli, padelle lanciate, il tutto censurato con quel puntuale ritardo che serve per far arrivare al’orecchio il “vaffanculo” di turno.
Cit. “Quell’aragosta nel vivaio è morta stecchita! Da dove viene quella che mi avete servito?” “Ehm… Dal vivaio.” “Mavvaff****”

TABATHA COFFEY pare la sorella illegittima del tizio di cui sopra.
Stessa tinta, stesso carattere sdegnoso, stessa aria da “ce l’ho d’oro”, stessa tendenza al turpiloquio; lei però è adorabile.
Questa simpatica bastardona è un incrocio tra una generalessa delle SS e  una nera da ghetto dei film anni ’80 (me la immagino vestita di pelle con frustino in mano che dà gli ordini ad un Gordon Ramsay smutandato e col guinzaglio) e si occupa di risollevare saloni di bellezza allo sfascio: si va da parrucchieri indisciplinati, a gestori incapaci, a locali abitati dai ratti; il tutto, ovviamente, salvato nella classica settimana.
Diversamente dal collega nano, la trasmissione di Tabatha ha uno schema identico per ogni puntata:
Osservazione segreta (con telecamere “nascoste” che girano tra le postazioni e interviste ai clienti… segreta???), Ispezione del locale, cambio di gestione (decretato con un minaccioso “Dammi le chiavi, subentro io”), ristrutturazione e riapertura.
La puntata che me l’ha fatta amare riguardava un salone di parrucchieri per bambini, lei camminava tra i pargoli come se avesse un monte di sterco sotto il naso (proprio come me!!!).
Cit. “…e fai attenzione, perché non sai quando potrò tornare!”

Chi non ha mai sognato una camera con le pareti verde smeraldo,  un cassettone rivestito di vinile, un giardino pensile con i crisantemi, un quadro fatto con le bottiglie di plastica o una collana di chewing-gum masticati? Lei lo fa!
BARBARA GIULIENETTI è il mio incubo, una sorta di Giovanni Muciaccia col caschetto.
Apparentemente si tratta di una ragazza dolce, solare, creativa e simpatica, sotto queste spoglie si nasconde una pazza con un gusto orribile per l’arredamento!
Con lei potrete trasformare un mobile vecchio ma decente in un orribile ammasso di colori, un attaccapanni in una lampada rivestita di lattice, una tonnellata di vecchi giornali (chi non li tiene in casa?) in uno sgabello (giuro che l’ha fatto).
Cit, “Questa vecchia madia dei primi del ‘700 è proprio noiosa, ravviviamola!”

L’ultimo nella lista, ma non l’ultimo per indecenza è un altro ragazzotto che si destreggia con i fornelli.
Lui si chiama BUDDY VALASTRO, è un pasticcere italoamericano e il suo lavoro lo fa egregiamente.
Possiede una pasticceria artigianale ed un laboratorio industriale, entrambi nel New Jersey, e le sue creazioni sono incredibili, insomma… finché si limitava a fare quello che sa fare, tutto bene.
Poi ha deciso di far vedere al pubblico quello che i suoi parenti siciliani gli hanno insegnato (probabilmente dormiva durante le lezioni) e propone quotidianamente un tris di ricette a suo dire… un attimo che per scriverlo ho bisogno di prendere un respiro… italiane.
In realtà, a quanto pare, si tratta di vedere la reazione chimica degli alimenti nel burro fuso, perché chiamare quello che fa lui “cucinare” è una barzelletta.
“Dobbiamo preparare il ragù, prendiamo una noce di burro” e tira su un pugno di massa solida da un secchiello, “Facciamo i saltimbocca” e immerge delle fettine di carne cucite con la mozzarella in un fondo di colesterolo puro, “Prepariamo pasta e fagioli, facciamo un fondo di olio d’oliva… (allelujaaaa)… e burro (argh…)” cospargendo poi il piatto finale (una zuppa semiliquida di fagioli precotti, ditalini e pezzi di verdura buttata a caso) di formaggio… con i fagioili… tragedia… datemi un revolver.
Mi chiedo perché un americano debba provare a riproporre una cucina che non conosce, si tenga i suoi hamburger che agli “spaghèdi” ci pensiamo noi!!!
Cit. “Oggi vi preparo il latte al cioccolato. Prendete il burro…”

Volendo si potrebbe spendere una parola anche su Carla (la zia cattiva della Hunziker) ed Enzo Miccio (con le sue mise improbabili e la sua venerazione per il “pisello odoroso”),  per i tre moschettieri del buon gusto protagonisti in Cortesie per gli Ospiti o per l’ipertricotica immobiliarista “Vendo casa disperatamente”  (ma mi raccomando, non mi scendete mai sotto i 170mq che pare brutto), ma forse troveranno spazio in un altro post, sempre che non mi querelino prima.
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commenti
  1. White Tiger ha detto:

    AHAHAH 😀

  2. Marco ha detto:

    Fortuna che nn li vedo, anche perché ho appreso la notizia della loro esistenza dal tuo blog!!!
    Mi sento “salvo”!

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