Ritorno al futuro – Cronicles of TheVirgo

Pubblicato: 21 gennaio 2012 in Pura Follia
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20120121-062058.jpgTurno di notte.
Che fai per ammazzare il tempo?
Chiusure contabili, piccoli lavori di amministrazione, un giro dell’hotel… ma poi?
Devo stare sveglio, tanto vale guardare un film.
Stasera mi son portato “Immaturi”, per il semplice fatto che avendo visto (e sorprendentemente apprezzato) “Immaturi 2 – Il viaggio” ero curioso di dare un’occhiata al primo capitolo.

Vi do un’accenno della trama, per chi già non la conoscesse: un nutrito gruppetto di ultratrenteni si vede recapitare una lettera dal Ministero della Pubblica Istruzione, con la quale vengono informati che per un tragico equivoco il loro esame di maturità non è valido e che devono ripeterlo.
I protagonisti decidono dunque di riformare l’affiatato gruppo delle superiori e ricominciano a studiare decisi a prendere di nuovo quel benedetto foglio di carta, chi per interesse professionale, chi per orgoglio.

A parte il fatto che, come succede una volta ogni morte di papa, il primo film è tremendamente peggiore del suo sequel, mi sono trovato a riflettere: cosa farei se succedesse a me?

Molte volte mi sono sentito dire da amici:”Mamma mia… come tornerei volentieri alle superiori. Niente responsabilità, solo divertimento, pagherei per tornare adolescente”
Perfetto… io no.
Perché? Beh, per il semplice motivo che il periodo post puberale è stato certamente il peggiore della mia vita, giorno dopo giorno, nessuna eccezione.
Immaginatevi un ragazzino al limite dell’obesità, costretto in orribili vestiti sempre scelti da mamma, con i capelli pettinati in maniera oscena che risultano sempre troppo gonfi e un paio di occhiali ridicoli e troppo grandi; ecco, in questo bell’involucro metteteci un carattere timido e troppo impegnato a chiedersi cosa pensino gli altri di lui, con una costante incapacità di difendersi da insulti… quando ci si limita agli insulti.
Aggiungiamo anche il fatto di aver scelto una scuola a un ora di autobus da casa, quando fino a quel momento non mi ero mai allontanato da solo nemmeno per andare al bar sotto casa.
Un calvario.
Ricordo di aver vissuto l’esame di maturità come una liberazione che avevo preparato durante l’ultimo anno di scuola con crescente aspettativa, soprattutto dopo aver accettato la mia sessualità, fino a quel momento repressa.
L’unico bagliore di serenità in quel periodo fu, per assurdo, la compagnia di una ragazza conosciuta durante il quarto anno, l’unica a cui avessi mai confidato la mia natura e che si è rivelata la migliore amica che fino a quel momento mi fosse mai stata accanto.
Degli altri compagni ho vaghi ricordi… Sicuramente andavo d’accordo solo con i meno popolari.

Alla fine di tutto questo, la luce, il lavoro, nuovi amici e la libertà di esprimere me stesso per quello che sono, nel mio piccolo.

Tornare indietro? Ma nemmeno morto…

commenti
  1. Marco scrive:

    Ho un vago ricordo di quel periodo! O meglio … non ero interessato al mio aspetto e a come mia madre mi confezionava. Frequentavo volentieri i meno popolari, perché quelli in vista mi apparivano dei cretini, ma era angosciato dai compiti a casa e da quelli per le vacanze, che vivevo come una forte ingiustizia! La mia sessualità? Ricordo di essere stato asessuato, una sorta di quiescenza che sconto adesso mentre gli anni si lasciano contare, ahimè!
    Grazie per questo post, mi hai fatto viaggiare al’indietro di non pochi anni!!!!

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