… e finalmente a casa!

Pubblicato: 27 luglio 2010 in Pura Follia
Tag:, , ,

Viaggiare è stupendo, ma a parere mio la sensazione che si ha quando si torna a casa propria non ha pari… c’è quell’atmosfera  di sicurezza e tranquillità che non trovi da nessun’atra parte…
Ovviamente però prima di tutto a casa devi arrivarci e quando viaggi con Trenitalia tutto può succedere!
Chiudendo questa breve introduzione passo a raccontare uno dei viaggi più lunghi e distruttivi della mia vita.

Esco  da casa di Elias alle 9.30, con lui che mi accompagna fino a metà della strada per la stazione…
L’aria è già abbastanza calda nonostante sia relativamente presto, ma non c’è quell’umidità fastidiosa e quindi la passeggiata risulta abbastanza piacevole.
Arrivo in stazione con un buon anticipo e faccio il biglietto: ho scelto la soluzione più economica (regionale fino a Fidenza e intercity per Firenze) al posto di quella più veloce ma cara da far schifo (Freccia Rossa da Milano); entro le quattro del pomeriggio dovrei comunque essere a casa.

Prendo il regionale, un convoglio nuovo di pacca, quasi più simile a un tram che non a un treno, che parte in orario. Nell’oretta di tragitto fino alla stazione Emiliana accendo il cellulare, leggo la posta, scrivo due bischerate su facebook e controllo i messaggi (o meglio constato che non ci sono messaggi) su bearwww.
Il trenino scorre  veloce nel mezzo della Pianura Padana e ancora una volta, come sempre quando prendo questa tratta, mi sento fortunato ad essere toscano, immerso nel  paesaggio mai uguale a se stesso delle mie campagne.

Il treno arriva a Fidenza in orario, scendo dal treno e l’afa mi strozza il fiato non appena le porte del vagone si aprono.
Controllo i biglietti e mi rendo conto che dovrò aspettare un’ora prima di prendere la coincidenza; decido di fare una passeggiata in paese, giusto per perdere una mezz’ora senza annoiarmi.

Prendo il mio trolley nuovo (blu notte…. tié) e vado in centro, il paese è grazioso, pare uno dei quartieri tematici di qualche parco a tema da tanto è curato.
Faccio due passi, con il mio solito modo curioso di osservare la gente e cercare uno sguardo complice, qualcuno che mi faccia intendere che mi ha riconosciuto, però l’entusiasmo cala subito… il corso è affollato da pensionati e mamme con bambini urlanti e nessuno pare essere interessato a me, a parte qualche anziano che mi osserva con curiosità come se non avesse mai visto un turista con una valigia.

Faccio comunque due passi guardando qualche vetrina, promettendomi di non tirare fuori un centesimo.
La promessa ovviamente non comprende il cibo, quindi entro in un invitante panificio con forno a legna e prendo qualcosa da mangiare più avanti.

Tornando verso la stazione mi accorgo che l’effetto del caffé preso a colazione è ormai svanito e trovo quindi un bar.
L’aspetto è quello tipico dei locali di provincia, vecchio l’arredamento, vecchio il bancone, vecchie le teche con la pasticceria mista e vecchi pure i clienti.
Al bar non c’è nessuno, finché non intravedo una figura femminile dietro l’angolo, della quale però non riesco ad attirare l’attenzione  e che sparisce di nuovo dietro una porticina; uno degli anziani avventori si accorge della scena e scuote la testa, come a compatirmi, poi tuona un:”Ehy!!!!!!!! C’è gente!!!!!!!”
La tizia di prima allora spunta di nuovo e…. cazzo, non avevo mai visto due sopracciglia tanto folte su una donna!
Chiedo un caffé che butto giù alla goccia e scappo di corsa verso la stazione, ormai l’intercity sta per arrivare.

Arrivo sul binario e mi accorgo, senza stupirmi un granché, che il treno ha una ventina di minuti di ritardo; nel frattempo dal taschino della camicia sento ruggire e trasalisco.. porca miseria, ho lasciato internet acceso per quasi un’ora… chissà se… no, per fortuna l’indicatore della batteria segna ancora 4 tacche.

Leggo il messaggio, uno strano tipo mi dice che sono “Karinizzimo”, lo cancello senza pensarci e con mio sommo stupore le tacchette della batteria scendono repentinamente a 2; poco male, dovrei riuscire a gestirmi la batteria fino sul treno sempre che qualcuno non chia….
Il telefono inizia a squillare e a metà della telefonata il cellulare mi abbandona: pazienza, lo ricaricherò a bordo, un intercity avrà SICURAMENTE la presa funzionante nello scompartimento.

Nel frattempo il treno arriva e salgo.
Mi trovo su uno di quei vecchi convogli con gli scompartimenti separati da sei posti ciascuno, arrivo al mio e do un occhiata alle occupanti:
Una signora sui quaranta, a prima occhiata un po’ trasandata, vestita con un paio di jeans e una t-shirt e tre ragazze sui vent’anni… poteva andar peggio…
Sfilo dalla borsa i due Dylan Dog comprati in edicola e il caricabatterie, poi carico tracolla e trolley sul portabagagli;
ho già visto che nello scompartimento non c’è una presa, più tardi farò un giro dei bagni per ricaricare il telefono, quel tanto che basta per mandare dei messaggi.
Il viaggio è silenzioso e tranquillo fino a Parma, dove sale un ragazzo che a prima vista dimostra la mia età, maschile; porta una maglietta bianca a strisce azzurre e un paio di pantaloni corti di jeans stampati con degli disegni chiari.
La combinazione di capelli castani e occhi azzurri mi suggerisce che sia meridionale e dai lineamenti penso di non sbagliarmi a crederlo campano (assomiglia vagamente a Biagio Izzo, il comico napoletano). Si dai, è carino anche se un po’ troppo efebico per i miei gusti.
Faccio un cenno di saluto e mi rimetto a leggere.

Prima di Modena il treno ha uno scossone e si ferma… passano 5 minuti, poi 10 e dopo qualche ulteriore minuto una voce annuncia che il treno è fermo per un problema tecnico, prega i viaggiatori di non scendere e si scusa per il ritardo di 10 minuti (Quando ormai in realtà i minuti di ritardo sono oltre 30).
Ancora qualche giro d’orologio e si spengono pure le luci e l’aria condizionata.
La quarantenne cominicia a vomitare lamentele, in milanese (con tanto di lisca e con un tono snob da scarpate sul naso), sulla riunione che sta per perdere e è così insopportabile che, fosse solo per non sentirla, prendo  il caricabatterie e vado a cercare una presa di corrente, entro in un paio di bagni, ma quando lo collego il cellulare non dà segni di vita.
Con uno scossone analogo al precedente il treno riprende la corsa, allora decido che farò un altro tentativo più tardi e  torno nello scompartimento, dove gli occupanti, nel frattempo, hanno iniziato a chiacchierare.
Oltre che  milanese, assolutamente con la puzza sotto il naso e priva di qualsiasi gusto nel vestire, la tizia quarantenne si rivela una fan sfegatata di Berlusconi e nella conversazione tira fuori queste perle:

– Silvio (che tra l’altro dice sia amico di famiglia….) è un grande imprenditore;
– Silvio non è compreso;
– Silvio farà il culo a tutti gli scansafatica comunisti.

Decido che è l’ora di riprovare a caricare il cellulare (o in alternativa di sparare alla zoccola fascista) e una delle tre ragazze giovani (l’unica non toscana) si alza e  viene con me, visto che ha lo stesso problema.
Facciamo il giro di tutte le prese, ma non c’è verso collegare i telefoni, visto che la corrente pare non arrivare nei bagni (probabilmente non ci arrivano nemmeno gli addetti alla pulizia, a giudicare dalle condizioni) e ci arrendiamo.
Nel frattempo il treno arriva alla stazione Modena, dove constatiamo che ha accumulato oltre 40 minuti di ritardo.
Torniamo indietro e nel frattempo la stronza meneghina racconta (e si vanta) di non lavorare, che è stata fortunata in quanto il padre le ha lasciato una fortuna e lei ha l’unico compito di presiedere a qualche riunione (e prenoti la seconda classe di un Intercity? Tirchia di merda).
La tentazione di versarle una tanica di benzina  addosso e offrirle una sigaretta è sempre più forte.
La cosa simpatica è il fatto che il ragazzo (è napoletano, come sospettavo) continua a stuzzicarla  su quanto Berlusconi poco e male abbia fatto e stia facendo per l’Italia, in una maniera così sarcastica e sottile che la Tizia gli risponde ammirata, come se i complimenti fossero sinceri (mentre io e le tre ragazze ci pieghiamo dalle risate).

Da qui in poi comincio a leggere i miei fumetti,  estraniandomi dall’ambiente esterno e tentando di far passare più i fretta possibile il viaggio verso casa.
Mi distraggo solo al momento in cui il treno si ferma in mezzo al nulla a pochi chilometri dalla stazione di Bologna e mi scappa un mezzo moccolo.
Stiamo continuando ad accumulare ritardo, mi accorgo che ci avviciniamo pericolosamente all’orario in cui avevo previsto di arrivare a San Miniato e  non posso avvertire a casa del mio ritardo, ciò vuol dire che qualcuno verrà a prendermi… a vuoto.
Una delle due  ragazze toscane (grazie al Cielo) mi offre il proprio telefono, ci metto la mia sim e chiamo a casa, dove mia madre, senza un filo di stupore, mi dice:”Ah, fai tardi? Meglio così, avevo da fare!” e praticamente mi chiude il telefono in faccia.

Da qui in poi il treno riparte e non si ferma praticamente più, tranne che qualche minuto prima di Firenze per dare la precedenza  a un paio di Eurostar.
Mi avvicino all’uscita del vagone…. ormai sono arrrivato,
Mi giro indietro e penso che il napoletano pareva non perdesse occasione per sfiorarmi ad ogni minimo movimento… ovviamente son fesso e non approfitto… (Ma forse me lo sono solo immaginato…)

Scendo a Rifredi e vado a fare il biglietto per San Miniato (poi opto per Empoli, per non aspettare un’altra ora in stazione) e vado a informarmi  per quanto riguarda il rimborso per il ritardo accumulato (oltre un’ora e mezzo) e la signora (un tegamone fiorentino di 50 anni) mi dice che non posso fare la richiesta prima di venti giorni e comunque il bonus sarà del 30% dell’importo pagato per il biglietto (altre 4 persone in fila dietro di me e che erano su quel treno bestemmiano)… io mi limito a sgranare gli occhi e a scuotere la testa, oltre a chiedermi come mai continuo a usare i treni.

Comunque la cosa più importante è che di li a poco sarò a casa, sotto la doccia… e che finalmente riuscirò a sentire quella sensazione di sicurezza e tranquillità che non trovi da nessun’atra parte…

Annunci
commenti
  1. Elia ha detto:

    non mi stanco mai di leggere le tue esperienze fantastiche: io ho un debole per i toscanacci e lo sai ahahahahahahah 😀

  2. Pompiere ha detto:

    ops… mi sa che sono stato io a scaricarti definitivamente il cellulare 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...