Archivio per agosto, 2008

36 utili regole per scrivere….

Pubblicato: 30 agosto 2008 in Pura Follia


1. Evitate le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si userebbe correttamente quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile)

interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le

citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”.

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa;

ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile

di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

17. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di

un serpente.

18. Metti, le virgole, al posto giusto.

19. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due

punti: anche se non sempre è facile.

20. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono

come un cigno che deraglia.

21. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

22. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero

di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che

inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinché il tuo

discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è

certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili,

o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo

dominato dal potere dei media.

23. Gli accenti non debbono essere né scorretti né inutili, perché chi

lo fa sbaglia.

24. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo

maschile.

25. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

26. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini

stranieri.

27. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire,

Roosewelt, Niezsche e simili.

28. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza

perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo,

l’autore del “5 maggio”.

29. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per

ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire

neppure quello che vi sto dicendo).

30. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

31. Non andare troppo sovente a capo.

Almeno,

non quando non serve.

32. Non usare mai il plurale maiestatis. Siamo convinti che faccia una

pessima impressione.

33. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque

avresti sbagliato.

34. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati,

nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiono come

altrettante epipfanie della differanza grammatologica e inviti alla

deriva decostruttiva eccedano comunque le competenze cognitive del

destinatario.

35. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

36. Una frase compiuta deve avere.

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Pubblicato: 29 agosto 2008 in Romance

Quando mi sembra che nessuno possa darmi amore

E che non abbia amore da dare

Quando mi sento isolato dal mondo

E isolato da me stesso

Quando tutto ciò che mi circonda mi annoia

Perché non capisco cosa voglio veramente

Mi ricordo che esiste un’infinita quantità di amore solamente per me

E la rivedo in te

Mi accorgo che sono completo dentro di me

E non devo chiederti niente per sentimi completo

E soprattutto…

Mi accorgo che tutto quello di cui ho bisogno lo possiedo già

E tutto quello che non ho mi arriverà quando sarò pronto a riceverlo…

La storia dell’Amore e della Follia

Pubblicato: 25 agosto 2008 in Romance


La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose: ‘Si gioca a nascondino?’.
Nascondino? Che cos’è?’ – domandò la Curiosità.
Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò…
e il primo che troverò sarà il prossimo a contare’.
ccettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
‘1,2,3’ – la Follia cominciò a contare. La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perchè non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L’ Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.
CENTO! – gridò la Follia – STO ARRIVANDO… VI VENGO A CERCARE!!!’ DOVE SIETE?
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, si e’ fatta beccare xke’ nn ci stava dentro
per scoprire chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto…
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato
si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: ‘Dov’è l’Amore?’ . Nessuno l’aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l’Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un roseto, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami,
allorchè ad un tratto sentì un grido. Era l’Amore, che gridava perchè una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo perdono
e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
Da quel giorno l’amore è cieco e la follia per sempre lo accompagna.

Lettera ad un amore mai conosciuto

Pubblicato: 23 agosto 2008 in Romance
Caro amore della mia vita
 
 
 
ancora non ti conosco, ancora non so chi sei, ma sappi che non mi sto preoccupando.
 
 
 
si, è vero, fremo nell’impaziente mio animo che il tuo giorno arrivi,
 
ma l’attesa rende tutto più bello,
 
come gli amici che si rivedono dopo tanti anni,
 
come il bambino che guarda la torta crescere nel forno,
 
come
quando aspettiamo la neve alla finestra per ore e poi ci distraiamo un
secondo, e quando riportiamo la testa sulla finestra è tutto bianco.
 
si
amore mio, ancora non ti ho trovato. forse ti ho già incontrato in
qualcuno che conosco, o forse ti ho confuso nella folla dei falsi
miraggi che sempre e comunque a te si confano.
 
aspetto
te, che nel mio da fare, nella mia quotidianità, sarai capace di
agguantarmi e con dolce violenza portarmi in alto, sulla tua spalla
dove mi mostrerai paesaggi mai conosciuti e mi farai provare emozioni
che parlano un silenzioso alito di vita, misto di gioria, paura e
fiducia.
 
allora, per un attimo niente avrà più senso
 
 
 
 
e dopo tutto ciò che posseggo sarai solo tu.
 
 
il
resto sarà solo una manciata di false perle, che, una volta
riconsociuta quella vera, non saranno altro che un contorno colorato
della mia vita che sarà con te!
 
 
quindi io ti aspetto, amore mio, vienimi a cercare perchè ti donerò tutto me stesso.
 
 

Quando pensi di essere maturato….

Pubblicato: 22 agosto 2008 in Romance
 
Tra i 19 e i 22 anni non ho fatto altro che illudermi di trovare l’amore della mia vita.. una persona che mi avrebbe sconvolto e che avrebbe voluto farmi crescere con se… poi pensi di averlo trovato, e quando dopo due anni ti ritrovi di nuovo solo beh… ti tiri su.. cominci a pensare a quanto sei giovane e quanto sia inutile cercare e cercare… Ti dici che l’amore verrà da solo, che è inutile che tu pianga dietro a persone che a malapena sanno che esisti e che sicuramente non hanno intenzione di conoscerti… Ti senti grande, adulto, maturato, ti senti pronto per prendere a calci qualsiasi delusione, e quando finalmente hai trovato quella serenità che tanto agognavi ecco che spunta lui… una sorta di dio greco sceso dall’Olimpo.. una meraviglia per gli occhi… quando lo senti parlare vorresti che tutto diventasse silenzioso solo per sentire solo la sua voce, e che tutto si rabbuiasse per poter notare lo scintillio dei suoi occhi di ghiaccio… Quando ti sfiora ti fa sentire bello, importante, desiderato, compreso… Ti fa sentire completo, come se fosse la prima volta che qualcuno ti rivolge delle attenzioni…. Ti sembra che qualunque cosa dica l’abbia letta nei tuoi pensieri, sembra che tutto quello che ti piace sia la sua cosa preferita… è meraviglioso.. Solo che poi sale l’ansia… il desiderio di vederlo e sentirlo in qualsiasi momento, la sensazione di non riuscire a respirare se non si fa sentire… E’ questo che odio di me.. che non riesco a trattenere i sentimenti, il mio bisogno di compagnia, il mio prendere delle tronate tremende per qualcuno che ho visto poche volte… Immaturo immaturo immaturo… .So gia che è presto, ma ho di nuovo una cotta… come non mi succedeva da tanto tempo.. e beh… ora… ora mi attacco al telefono aspettando la sua telefonata… Dio, quanto mi manca…