Archivio per giugno, 2008

– Ti scappa una risatina quando vedi un bacio tra due ragazzi? Sei gay.- Dici a tutti che non sei gay? Sei gay.
– Hai una migliore amica? Sei gay.
– Hai un migliore amico? Sei lesbica.
– Quando fai la spesa scegli il colore delle mele in base a quello dei mobili della cucina? Sei gay.
– Ti piace la danza classica? Sei gay. E pure passivo.
– Ti ritieni un gay versatile? Sei un gay passivo.
– Ti ritieni un gay prevalentemente attivo? Sei un gay passivo.
– Ti ritieni un gay attivo? Non esisti.
– Compri vestiti per tua madre? Sei gay.
– Di Ratzinger ti piacciono le sue scarpe rosse di Prada? Sei gay. Ma con gusto.
– Ti lavi più di una volta la settimana? Sei gay.
– Ti lavi? Sei gay.
– Quando hai mal di testa mangi una fetta di limone col caffè? Sei gay.
– Lasci slacciato un bottone dei jeans per far apparire il tuo pacco più dotato? Sei gay.
– Quando i bambini si avvicinano a te hai come l’impulso di scansarli con una pedata? Sei gay.
– Sai la differenza tra “crema da giorno” e “crema da notte”? Sei gay.
– Guardi “La Prova del Cuoco” e commenti i golfini della Clerici? Sei gay.
– Sei circondato da ragazze simpatiche ma obese e sessualmente insoddisfatte? Sei gay.
– Mangi la pizza con le posate? Sei gay.
– Inizi con le posate ma dopo la pieghi a quarti e la mangi con le mani? Hai molta fame. Ma sei gay.
– Dai i nomi ai tuoi Peluche? Sei gay.
– Hai dei Peluche? Sei gay.
– Durante Olimpiadi guardi le gare di Tuffo Maschile e avverti i tui amici via sms? Sei un amico su cui si può sempre contare. E sei gay.
– Sai quanti anni ha Barbie? Sei gay.
– Usi un contorno occhi? Sei gay.
– Usi il burro di cacao per fissare le sopracciglia? Sei gay
– Ti accorgi quando le Letterine sbagliano la coreografia? Sei gay.
– Hai più di un maglione a rombi? Sei gay.
– Usi il sostantivo aggettivante “Pastello” per descrivere i colori? e magari li chiami “Tinte”? Sei un grafico pubblicitario. Gay.
– Riesci a carpire delle differenze tra le varie canzoni di Enya? Sei gay.
– Sai cos’è una Dark Room? Sei una zoccola.
– I tuoi calzini hanno più di due colori? Sei gay.
– Sei in grado di utilizzare le parole “Siero”, “Scrub” e “Gommage” in una frase di senso compiuto? Sei terribilmente gay.
– Indichi le cose usando quasi esclusivamente i mignoli? Sei gay
– Ogni volta che parti per le vacanze (anche se solo di due giorni) il tuo beautycase è più grosso della tua valigia? Sei gay
– Usi in continuazione, e ormai quasi senza senso, il termine “Adoro” per tutte le cose che ti piacciono? Sei gay
– Quando ridi cerchi di smettere subito per combattere le rughe? Sei gay.
– Mentre guardi un film horror chini il capo e fai apprezzamenti sull’acconciatura della protagonista? Sei gay.
– Ti fai beccare in un locale gay e ti giustifichi dicendo che sei lì solo per un compleanno? Sei gay. E che scusa patetica
.- Sai scrivere correttamente il nome “Britney Spears”? Sei gay.
– Chiedi ai tuoi amici di fare il bagno nudi “tanto siete tra uomini”? Sei furbo. Ma sei gay
. – Sei sposato, hai due figli, un bel lavoro e un ottimo stipendio, una bella villa sul lago, ma ogni tanto ti piace andare in zona industriale per schiarirti le idee? No no. Non sei gay.
– Hai in agenda una pulizia del viso? Forse sei gay, di sicuro non sei lesbica.
– Cercare posto a sedere sul treno e dover scegliere se mettersi vicino ad una giovane e avvenente ragazza o sedersi in parte in piena solitudine. E ovviamente scegliere la seconda opzione. Sei gay.
– Anche sotto una pioggia torrenziale, presagio della fine imminente del mondo, non riesci a non voltarti mentre scappi urlante a guardare le vetrine dei negozi? Sei troppo gay per essere vero!
– Cadi in una sorta di trans estatica ogni volta che vedi qualcosa di luccicante? Sei gay!
– Se la cosa luccicante è anche rosa avverti quasi un principio di svenimento? Sei gay!
– Sei convinto che il paradiso sia qualcosa di simile ai negozi della Duglas? Sei un povero gay illuso, nel futuro dei sodomiti c’è solo l’inferno! Cioè le ferramente!

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San Pinguino DeLonghi

Pubblicato: 22 giugno 2008 in Pura Follia
Stamattina avevo giurato di alzarmi presto, nonostante ieri sera avessi cazzeggiato fino a tardi in chat… Stamani, quando la sveglia ha iniziato a strillare " I don’t know why we’re so restless " ho dato un’occhiata fugace all’ora… le 10.30… Ho mandato a cagare Neja e mi son girato dall’altra parte… Però a quel punto, con la luce che filtrava dalla finestra e il caldo che aveva arroventato le pareti della mia camera, ho preferito alzarmi… E ironico come fino a 3/4 giorni fa maledicevo la pioggia e il maltempo che non davano tregua e ora invece mi ritrovo un po’ a rimpiangerli… In mutande mi sono diretto verso il salotto e e ho notato il mio gattone, vecchio e malaticcio, che se ne stava spaparanzato in un angolo buio che probabilmente era il piu fresco della casa… Beati loro che possono starsene sdraiadi li senza essere presi per barboni… 
Tra leggere il giornale, prendere una tazza di caffé e un succo di frutta, passa un’oretta e mi sorprendo sudato… Quindi con poca convinzione (sapevo che non sarebbe servito a niente) mi sono fatto una bella doccia e appena finitomi di asciugare ho cominciato a grondare di nuovo… lo sapevo…
Ma la cosa peggiore è che son dovuto venire al lavoro anche oggi… un’ora chiuso nel forno color cartazucchero che è la mia macchina, con l’aria condizionata che fa quel poco che basta per non farti arrostire… E Firenze, a me tanto cara, che si trasforma in una trappola rovente… Ora sono in albergo da solo… con pochissimo lavoro da fare… e stavo pensando di darmi al culto di un nuovo santo… San Pinguino DeLonghi…

«Fuori della penna non c’è salvezza»

Pubblicato: 21 giugno 2008 in Cultura
 
 
Io credo, sinceramente credo, che non c’è miglior via per arrivare a scrivere sul serio che quella di scribacchiare giornalmente. Si deve tentare di portare a galla dall’imo del proprio essere, ogni giorno un suono, un accento, un residuo fossile o vegetale di qualche cosa che sia o non sia il puro pensiero, che sia o non sia sentimento, ma bizzarria, rimpianto, un dolore, qualche cosa di sincero anatomizzato e tutto e non di più. Altrimenti si cade, il giorno in cui si crede d’essere autorizzati a prendere la penna, in luoghi comuni e si travia quel luogo proprio che non fu a sufficienza disaminato. Insomma fuori dalla penna non c’è salvezza. Chi crede di poter fare un romanzo facendone la mezza pagina al giorno e null’altro s’inganna a partito. Ma d’altronde questa paginetta scritta sotto l’impressione di un dato momento, del colore del cielo, del suono della voce di un proprio simile, non diverrà mai altro di quello che è; la pagina più sincera d’un impressione troppo immediata e violenta. Non bisogna pensare di rappezzare con tali pagine qualcosa di maggiore. Napoleone usava annotare quanto non voleva dimenticare su un foglietto di carta che poi stracciava. Stracciate le vostre carte, o formiche letterarie! Fate in modo che il vostro pensiero riposi sul segno grafico sul quale una volta fissaste un concetto, e vi lavori intorno alterandolo a piacere in parte o tutto ma non permettete che questo primo immaturo guizzo del pensiero si fissi subito e incateni ogni suo futuro svolgimento.
 
ITALO SVEVO